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A Viareggio si fa male un giovane operaio

category toscana | lavoro-non-lavoro | notizie author venerdì 25 luglio, 2008 18:46author by Dada Viruz Projectauthor email viruzantagonista at virgilio dot it

Ora Basta con il Lavoro che fa male!

Chiamare incidenti le morti e gli infortuni sul lavoro è improprio, perché l’incidente è qualcosa che avviene accidentalmente e non troppo spesso. Ciò che avviene quotidianamente in Italia è un vero e proprio stillicidio frutto di politiche padronali che tagliano fondi sulla sicurezza e che pretendono maggiore produttività con orari di lavoro impossibili e continui straordinari. Abbiamo già scritto, in passato, che quelli che si chiamavano padroni e che adesso qualcuno chiama datori di lavoro vanno chiamati: “datori di morte”. Il capitalismo ci uccide perché le merci e i capitali valgono di più delle nostre fottute vite. Dobbiamo uscire dal capitalismo. Dobbiamo uscire dalla logica perversa “produci – consuma – crepa”. Dobbiamo costruire un sistema dove i lavoratori decidano cosa, come, dove, quando e per chi produrre.
Ciò che è accaduto lo scorso mercoledì 23 luglio, quando un giovane operaio siciliano di nome Angelo è caduto da un ponteggio al Polo Nautico, non può entrare a far parte solo di statistiche ma deve essere un ulteriore elementi di indignazione per dire basta alle politiche terroristiche dei padroni. La vicenda avvenuta il 23 luglio ha riportato alla mente la tragica morte di Joubert Thomson avvenuta il 22 febbraio 2007 in quello stesso punto della Polo Nautica e per la quale è in corso un processo contro 4 imputati sperando non la facciano franca! Per fortuna questa volta, nonostante il volo di oltre 5 metri, il ragazzo non è morto e ha riportato solo, si fa per dire, diverse fratture alle vertebre e un trauma cranico. La risposta dei compagni di lavoro non si è fatta attendere e immediatamente è stata convocata un’assemblea nella quale è emersa la rabbia e la disperazione dei lavoratori ma anche la consapevolezza che con questi padroni Viareggio non può andare avanti. L’assenza di un casco e una cintura di sicurezza riportano all’attenzione non solo le responsabilità delle aziende ma anche di chi dovrebbe fare i controlli sulla sicurezza. E’ mai possibile che la vita umana valga cosi poco? In Darsena ormai da anni esiste un vero e proprio comportamento mafioso fatto di silenzi e omertà, di avvertimenti e minacce. Tutti lo sanno ma nessuno interviene! Il sindaco Lunardini casca dalle nuvole e afferma che pur dovendo cambiare certi regolamenti non capisce chi sia l’interlocutore. Intanto le RSU giustamente ribadiscono che non si può andare avanti con appalti e subappalti con il solo scopo di risparmiare soldi.

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