MODICA: gli stupratori della domenica, falso giudiziario
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mercoledì 06 agosto, 2008 01:50
by il grillo parlante
la triste storia di un impiegato dell'Enel
E' accaduto a Modica in provincia di Ragusa. Marco Gurrieri accusato di reati gravissimi, reati mai consumati, per fatti mai accaduti, reso ignaro partecipe di una storia frutto della più fervida e criminale fantasia, prima arrestato, poi processato, infine morto per lo stress.

uno dei pericolosissimi stupratori della domenica
I particolari della terribile vicenda giudiziaria, una delle tante che costellano l'universo giudiziario italiano, e una delle numerose che costellano il non meno popolato universo giudiziario modicano, sono reperibili ai seguenti collegamenti:
http://piemonte.indymedia.org/article/1877
http://napoli.indymedia.org/node/4986
Invece in questo articolo ci occupiamo dell'altro stupratore della domenica, il signor Pietro Palazzolo, abitante in quel di Modica, di anni 45 al tempo del vantato stupro.
Orbene, la sedicente stuprata, una polacca di nome Bernadetta, nel novembre del 2003 firmò un documento in cui era scritto che era stata violentala da due uomini, che prima l'avevano prelevata in pieno centro di Modica tirandola sul furgone, poi l'avevano portata in campagna per ingropparsela, e poi l'avevano riportata dove l'avevano presa, cioè sempre nel centro di Modica.
Violentatori gentiluomini quindi, probabilmente discendenti del ladro gentiluomo Arsenio Lupin.
Pochi giorni dopo, la sedicente stuprata, firmava un documento in cui era scritto che riconosceva come uno dei suoi stupratori il Marco Gurrieri protagonista di questa fantastica vicenda, l'impiegato dell'Enel poi morto per lo stress.
Dava anche una descrizione del secondo stupratore che però non riusciva ad identificare.
Passati sei mesi da questi "firmamenti", firmò una ulteriore carta, nella quale si scriveva che si era precedentemente sbagliata, i violentatori non erano due, bensì tre.
E si giustificava scrivendo che forse non si erano ben capiti con l'interprete.
Certo che l'interprete doveva essere veramente bravo, se non sapeva contare neppure fino a tre.
Ma c'è di più! Infatti si è ricordata di questo terzo uomo, in quanto lo aveva appena incontrato al ristorante di Modica "la griglia d'oro".
E lo riconosceva nella persona di Pietro Palazzolo abitante a Modica.
Che poi Pietro Palazzolo in vita sua non fosse mai andato in un ristorante, forse una sola volta in occasione del matrimonio della sorella, ha poca importanza. L'importante è che la polacca lo ha riconosciuto.
Che poi la polacca non sapesse neppure dove si trova il ristorante "la griglia d'oro", in quanto non ha mai abitato a Modica, non ha alcuna importanza. L'importante è che la polacca lo ha riconosciuto.
Ma c'è una interessante coincidenza.
Di recente i titolari del ristorante "la griglia d'oro" erano stati arrestati in seno all'operazione "hot money", in quanto i pericolosissimi costituenti di una fantomatica associazione a delinquere pare che si incontrassero proprio in quel ristorante.
Ma che strana coincidenza, con le decine, se non centinaia, di ristoranti che ci sono a Modica e in provincia di Ragusa, tutti i criminali frequentano il ristorante "la griglia d'oro".
Inutile poi dire che Pietro Palazzolo non ha mai visto in vita sua quella polacca denominata Bernadetta. L'importante è che la polacca lo ha riconosciuto.
Utile forse dire, che il giorno in cui la polacca sarebbe stata violentata, una domenica, il signor Pietro Palazzolo, come tutte le domeniche, era presente con la sua bancarella di rigattiere al mercatino dell'antiquariato di Modica, nell'atrio del Municipio, in compagnia di una ventina di altri venditori. E ciò dalla mattina alla sera, senza interruzioni. Ma anche questo non ha alcuna importanza. L'importante è che la polacca lo ha riconosciuto.
Interessante è invece un episodio, accaduto in seno al tribunale di Modica.
Infatti all'udienza preliminare, cioè quell'udienza in cui il tribunale deve decidere se i sospettati debbano essere rinviati a giudizio, il difensore del povero Pietro Palazzolo, l'avv. Carmelo Scarso, fece notare al giudice che la donna polacca sedicente stuprata, descriveva il suo terzo violentatore, cioè Pietro Palazzolo, come un uomo di circa 25 anni alto 175 cm con i capelli neri.
E l'avv. Carmelo Scarso fece alzare in piedi il suo cliente, facendo notare che era alto 160 cm, aveva i capelli ormai grigi, e aveva compiuto 45 anni.
Al che il procuratore capo rispondeva con queste testuali parole: "ah, ma li porta bene".
E quindi il signor Pietro Palazzolo, incensurato, inconsapevole, persona innocua, veniva rinviato a giudizio insieme al povero impiegato dell'Enel Marco Gurrieri.