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Francia, prima pagina di Liberation: "Petrella libre"

category internazionale | repressione | notizie author mercoledì 06 agosto, 2008 13:32author by compagna Mara

Il quotidiano francese Liberation dedica oggi la prima pagina alla scarcerazione di Marina Petrella.

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"Petrella libre" (Petrella libera), sullo sfondo la foto di un manifestante che lo scorso 24 aprile a Parigi mostrava un cartello che chiedeva di non estradare l’ex militante delle Brigate rosse.
Il quotidiano francese Liberation dedica oggi la prima pagina a Marina Petrella, della quale la Corte d’Appello di Versailles - come richiesto dalla Procura - ha ordinato la scarcerazione per motivi di salute.

"La magistratura", scrive Liberation ancora in prima pagina, "ha disposto la rimessa in libertà dell’ex militante delle Brigate rosse, ricoverata in ospedale, che resta sotto la minaccia di un’estradizione verso l’Italia".

L’ordine di scarcerazione non interrompe l’iter del processo di estradizione. In preda, secondo i medici, a "gravi turbe depressive e suicide", sofferente di "denutrizione", Petrella è ricoverata in reparto psichiatrico dell’ospedale Sainte-Anne di Parigi.

La figlia di Petrella, Elisa, si è accontentata di questa decisione ma ha mostrato prudenza: "Abbiamo vinto soltanto una battaglia. Questo ci dà speranza per il seguito, ma occorre che Sarkozy vada in fondo a questo processo". Ha ricordato che molti altri rifugiati italiani sono in una situazione identica a quella della madre e che la Francia dovrà fronteggiare le stesse problematiche se il governo non accetterà di tenere un discorso più generale sulla questione.

In un articolo che si limita alla cronaca, il quotidiano conservatore Le Figaro ricorda che la corte d’appello richiede a Petrella, una volta dimessa dall’ospedale, il rispetto della residenza al domicilio di Argenteuil, l’obbligo di firma settimanale e quello di non lasciare la Francia. Il 9 giugno scorso, il primo ministro Francois Fillon ha firmato il decreto d’estradizione verso l’Italia; la difesa ha depositato un ricorso davanti al Consiglio di Stato che ancora non è stato esaminato. Il ricorso non è sospensivo ma l’uso vuole che la Francia non proceda all’estradizione fin quando non sarà esaminato.

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