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category italia | diritti e libertà | notizie author mercoledì 20 agosto, 2008 22:42author by Carmelo musumeci - ergastolani in lotta di Spoletoauthor email clareholme at yahoo dot it

Lacrime di coccodrillo: ogni paese ha il governo che si merita

maggiore sicurezza e minore libertà: un problema su cui é necessario aprire gli occhi per non perdere la dignità e persino la vita:

Perché tanta meraviglia riguardo alla morte in carcere per fame dell’irakeno Alì Jubari?
Perché tanta anche per la foto della donna riversa sul pavimento della cella della polizia municipale di Parma’
E ancora perché meravigliarsi dinnanzi alla notte passata in cella dalla studentessa di Roma prelevata perché trovata seduta sulla scalinata di una chiesa e quindi presa per una prostituta?
Una nota rivista cattolica, ‘’Famiglia Cristiana’’ avverte: ‘’Può tornare il fascismo’’.
Si voleva più sicurezza. Ora c’è.
Parlando dell’esercito al lavoro nelle strade delle città italiane, il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dichiara: ‘’Belle le donne marziali. La gratitudine del paese e del governo per il lavoro esemplare che stanno svolgendo con abnegazione esacrificio’’ (fonti: ‘’Il manifesto’’ e ‘’Liberazione’’ del 14/08/08).
Ma se ‘’fuori’’ accade questo, potete immaginare cosa accade ‘’dentro’’!
Purtroppo non abbiamo fotografie da mostrare e non ci sono più parlamentari di sinistra 8neppure quelli di Rifondazione) che vengono a visitare i carceri.
Mentre i parlamentari del centrodestra, del centro e dei DS facevano la fila per andare a trovare l’ex Presidente della Regione Abruzzo ristretto in carcere, nessuno si è preoccupato di verificare le condizioni del detenuto irakeno che intanto moriva di fame.
L’applicazione congiunta del 14 bis e del 41 bis corre però rischi d’incostituzionalità (fonte: ‘’la Sicilia 03/08/08).
Quello che sta avvenendo in questo periodo nelle carceri non è lontanamente paragonabile al passato della storia penitenziaria italiana, né a quella irakena, né a quella statunitense.
In 8 anni nelle carceri italiane sono morti 1.200 detenuti, di cui oltre un terzo per suicidio (Fonte: ‘’Ristretti-Orizzonti’’).
Ci sono detenuti che da moltissimi anni vivono con la proibizione di parlare, toccare un familiare, vedere oltre le sbarre il cielo, la luna e le stelle.
Ci sono detenuti murati vivi che vengono puniti nello stesso giorno per mezzo di tre regimi diversi applicati in successione o contemporanea: l’isolamento diurno, lo stato di tortura del 41 bis e il regime di sorveglianza speciale del 14 bis.
Ci sono detenuti che sono entrati a 18 anni, a diciannove, a venti, i quali sono invecchiati in carcere e moriranno in carcere di vecchiaia.
Ci sono detenuti che per legge (art.4 bis del primo periodo dell’ordinamento penitenziario) non potranno mai uscire dal carcere se non useranno la giustizia facendo la spia’’.
Alcuni9 episodi gravi sono stati realizzati da persone che usufruiscono della legge a favore dei ‘’pentiti’’. Per lo Stato ufficialmente redenti ecco i pentiti con licenza di uccidere (fonte: ‘’Il Giornale’’ del 10/07/08).
Nelle carceri italiane avvallata dalla scusa che ciò faccia parte della lotta alla criminalità organizzata, i detenuti vengono ormai annientati con una sofferenza sterminata e incommensurabile.
I detenuti d’Italia oggi non vengono torturati nel corpo come era solito nelk medioevo, ma vengono torturati nell’animo, negli affetti e nella dignità.
Uno strano modo davvero di fare giustizia quello che prevede che ad una persona venga proibito di dare o ricevere una carezza per più di 15 anni, persino alla madre che lo ha messo al mondo.
Questa é l'Italia di Berlusconi.
Questa é l'Italia che avete voluto.
Questa é l'Italia che avete votato.
Per avere più sicurezza la sicurezza la state perdendo.
Sopratutto state perdendola libertà anche voi la ''fuori''.
Io non rinuncierò mai alla libertà di parlare e di pensare neppure stando dentro una cella.
E come me la pensano molti ergastolani che il primo dicembre 2008 inizieranno uno sciopero della fame per chiedere la certezza della pena tramite l'abolizione dell'ergastolo.
In carcere é più difficile rivendicare e denunciare le ingiustizie, può essere pericoloso. ma bisogna farlo perché insieme alla libertà stiamo perdendo la vita, la speranza, la dignità.
Per saperne di più visitate il sito, sezione ''Mai Dire Mai''

Related Link: http://www.informacarcere.it

 #   Title   Author   Date 
   hai ragione     vanda    gio 21 ago, 2008 00:04 


 

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