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la guerra ai richiedenti asilo

category toscana | antirazzismo | comunicati author giovedì 28 agosto, 2008 13:38author by movimento di lotta per la casa - movimento di lotta per la casa FIRENZEauthor email movimentolottacasa at gmail dot comauthor address via matteo palmieri 11 rossoauthor phone 055 2001814

basta razzismo

l'odissea dei richiedenti asilo

Firenze e i richiedenti asilo.

Queste pagine raccontano i tanti episodi di sopraffazione subiti dai richiedenti asilo nel capoluogo toscano. Insieme a questa relazione sarà presentata una DENUNCIA alla Corte Europea di Strasburgo per omissione di soccorso e violazione del diritto internazionale in materia di protezione umanitaria.

I SOMALI
Il primo contatto con un gruppo di somali (una ventina in tutto) avviene nel gennaio del 2004. Il gruppo dormiva da alcune settimane in PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA. La loro storia era lo specchio di quello che stava avvenendo in Europa. Tutti i ragazzi del gruppo infatti vivevano da molti anni in alcuni paesi del Nord-Europa, in particolare Svezia, Inghilterra e Germania, erano già inseriti nel tessuto sociale dei diversi paesi, godevano di alcun diritti fondamentali tra i quali CASA E LAVORO.
Gli accordi di Dublino firmati nel 2003 dall’allora governo Berlusconi, in accordo anche con le forze della sinistra rimpatriavano tutti i richiedenti asilo nei paesi dello sbarco, quindi tutti i somali sono dovuti rientrare in Italia.

GENNAIO FEBBRAIO 2004 - Vengono organizzate le prime manifestazioni di solidarietà, viene coinvolta la Comunità Somala. Il suo presidente, Abucar Moallin, recentemente scomparso organizza insieme al Movimento alcuni incontri con le Istituzioni, in particolare con la segreteria del Sindaco (Domenici) E CON IL PRESIDENTE DELLA Commissione Pace. Incontri inutili, scoraggianti, dove al solito non vengono trovate risorse e luoghi dell’accoglienza.
Viene organizzata anche una MANIFESTAZIONE sotto la Prefettura (la competenza dei diritti in materia di protezione umanitaria è direttamente del Ministero degli Interni). Ma anche la Prefettura “brancola nel buio”, e continua il gioco dello scaricabarile sulle varie responsabilità. Intanto il gruppo dei Somali aumenta, sempre in funzione dei “rientri” voluti dagli accordi di Dublino, e gli stessi continuano a dormire in PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA.
APRILE 2OO4 - Il giorno di pasqua insieme ad alcune famiglie italiane, romene e magrebine viene OCCUPATA la scuola Caterina de’Medici in Viale Guidoni, una scuola abbandonata di proprietà del Comune di Firenze. Nella scuola uno spazio viene preso da una quarantina di somali. Ma sempre in conseguenza degli sciagurati accordi di Dublino il numero dei richiedenti asilo è destinato ad aumentare.

FINE MAGGIO 2004 - Dopo altri incontri, SIT-IN, e inutili tentativi di coinvolgimento delle Istituzioni viene organizzata una nuova occupazione nel cuore del Centro storico, in Via Gino Capponi, un palazzo abbandonato, in attesa di essere ristrutturato da una delle tante società e imprese che stanno saccheggiando volumi e metri quadri nel centro cittadino con il fine di speculare sul BENE CASA.

8 AGOSTO 2004 - Nonostante i tanti tentativi del Movimento e della Comunità Somala di scongiurare atti di VIOLENZA contro i diritti dei richiedenti asilo arriva PUNTUALE LO SGOMBERO. L’allora Questore Vincenzo Indolfi non vuole ascoltare le ragioni dei richiedenti asilo. Si presenta per la prima volta l’ASSESSORE all’Immigrazione Lucia De Siervo che invece di provvedere alla sistemazione (magari di donne e bambini) dei richiedenti asilo assiste imperterrita alle operazioni di sgombero. Interviene unicamente con due Autobus per trasportare i richiedenti asilo in Viale Guidoni. Decidiamo insieme ai richiedenti asilo (una settantina) di occupare una scuola abbandonata in Via di Novoli, la Piero Bargellini, e subito si presentano una trentina di Vigili Urbani per un inutile tentativo di Sgombero.

16 AGOSTO 2004 - Arriva in Prefettura a Firenze la Commissione Speciale che valuta le richieste di Asilo. A tutti i 120 (tra la Bargellini e la Caterina de’Medici) richiedenti asilo vengono assegnati i soggiorni come richiedenti asilo oppure per forti motivi umanitari. Ma restano solo fogli, di DIRITTO ALL’ACCOGLIENZA, AL LAVORO, AI FONDI SPECIALI DELL’UNIONE EUROPEA NEMMENO L’OMBRA…

6 SETTEMBRE 2004- Alle sette di mattina davanti alla Scuola Bargellini si presenta un vero e proprio esercito composto da agenti DIGOS, Celere, carabinieri, e tanti Vigili Urbani. Per fortuna arrivano anche militanti del movimento e dei centri sociali e in solidarietà arrivano anche alcuni Consiglieri Comunali. Gli occupanti si barricano in palestra, mentre altri bloccano Via Di Novoli, arriva anche l’assessore all’Immigrazione. Inizia una trattativa serrata. Dopo due ore di trattativa viene individuata una struttura: Il vecchio Ospedale Banti a Pratolino, una struttura fatiscente, ma pur sempre una struttura che potrebbe essere destinata all’accoglienza. Tutti i settanta richiedenti asilo vengono finalmente trasportati a Pratolino.
Sembra l’inizio di una svolta…sembra.

23 OTTOBRE 2004 - Con una manovra tenuta segreta dall’Assessore all’Immigrazione in accordo con uno dei tanti soggetti oscuri della Vecchia Comunità, Osman Gaal, personaggio vicino al Partito Socialista di Craxi vengono mandati a Pratolino due pulmann, viene detto ai richiedenti asilo che cambiano destinazione di accoglienza…
In realtà vengono portati in Piazza Santa Maria Novella e lasciati in mezzo alla strada, tutti. Anzi No, 9 di loro vengono sistemati nell’Albergo Popolare, gli amici di questo Osman Gaal, appunto…
L’atteggiamento irresponsabile e gravemente lesivo del diritto internazionale da parte del Comune di Firenze in questo caso è di una gravità inaudita.

30 OTTOBRE 1 NOVEMBRE 2004- Si riunisce a Firenze Il G 5 in materia di sicurezza Europea. La testa del corteo di protesta è composta da centinaia di richiedenti asilo che continuano, senza essere ascoltati,la loro richiesta di diritti internazionali.

12 DICEMBRE 2004 - I circa settanta richiedenti asilo dopo il solito “giro di vite” tra commissioni, assessorati, e soprattutto dopo un altro mese di notti al FREDDO DECIDONO DI occupare ancora e sempre insieme al movimento e alla Comunità Somala. Questa volta viene OCCUPATA LA PALAZZINA AUGIER in Viale Volta. Una struttura destinata a luogo di recupero per persone disabili e anziane, ma abbandonata da otto anni.
24 DICEMBRE 2006 - Alla vigilia di Natale si presenta all’occupazione di Viale Volta l’assessore all’immigrazione Lucia De Siervo. SI presenta con un progetto di sistemazione di tutti i richiedenti asilo presenti nella struttura. Viene convocato Abucar Moallin, in qualità di responsabile della Comunità Somala e Lorenzo Bargellini per il Movimento di Lotta per la Casa. Viene intavolata una trattativa serrata, ma dato i trascorsi recenti lo scetticismo e tanto e la fiducia pochissima. Davanti ad un sicuro sgombero la trattativa inizia… ci sono i soldi per sistemare i richiedenti asilo per due anni in case private da una parte e l’apertura di una struttura dell’accoglienza, in Via Del Fosso Macinante. Il 30 dicembre viene siglato l’accordo e sembra che tutto funzioni, sembra…

GENNAIO Una quarantina di richiedenti asilo trovano casa tramite contratti, altri vengono sistemati in Via del fosso Macinante nella nuova struttura di accoglienza in Via Del Fosso Macinante.

MARZO 2007 - Arrivano anche, “dulcis in fundo” i provvedimenti della Magistratura per l’occupazione di Viale Volta e di Via di Novoli. I reato ascritti sono OCCUPAZIONE ABUSIVA E DANNEGGIAMENTO. Oltre a Lorenzo Bargellini e Abuar Moallin, gli indagati sono oltre sessanta. Come dire oltre al danno, alla totale omissione di soccorso anche la beffa…

LUGLIO 2007 - Il progetto di accoglienza per i richiedenti asilo somali comincia a fare acqua. Partono i primi provvedimenti di esecuzione di sfratto. Si scopre che il Comune ha pagato solo i primi tre mesi di canoni di affitto, e si scopre anche una piccola mangiatoia di soldi da parte di alcune associazioni. Mentre i trenta ospiti della struttura in Via del Fosso Macinante vengono piano piano allontanati…

NOVEMBRE 2007 - Circa 150 richiedenti asilo somali, molti provenienti, questa volta, da viaggi della morte e da situazioni di guerra occupano una struttura ex INPDAB in Via Pergolesi. Una struttura dello Stato messa all’asta al migliore offerente. Viene aperta una trattativa con l’assessore Regionale alla Casa Baronti e con l’assessore Coggiola per vedere un ipotesi di progetto per i richiedenti asilo. Ma da subito qualcuno dichiara guerra ai nuovi occupanti. Davanti alla richiesta di allaccio dell’erogazione di energia elettrica, la richiesta non viene accettata e ancora oggi gli occupanti sono senza energia elettrica…

MAGGIO 2008 .- UN pattuglione di polizia si presenta all’occupazione di Via Pergolesi, con metodi sbrigativi e maneschi vengono controllati i documenti di tutte e tutti. Molti vengono trasferiti nella Questura, altri hanno rischiato di perdere il posto di lavoro, mentre le trattative sulla struttura sembrano arenarsi.

AGOSTO 2008- Il 16 di agosto si presentano all’occupazione oltre 30 vigili urbani con l’ordine perentorio di staccare l’erogazione dell’acqua potabile, per lasciare i circa 150 donne e uomini dell’occupazione senza acqua. E’ l’applicazione del nuovo regolamento imposto dall’assessore Graziano Cioni. La cosìdetta “ciliegina sulla torta”…andati via i vigili l’acqua è stata riallacciata, ma i problemi restano…SINO A QUANDO ???

Su questo insieme di episodi porteremo una DENUNCIA ALLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO per VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI DEI RICHIEDENTI ASILO E OMISSIONE DI SOCCORSO.
Abbiamo unicamente parlato dei 300 richiedenti asilo somali alloggiati ancora oggi in stabili occupati dal Movimento di Lotta per la Casa, abbiamo lasciato perdere, per ora il medesimo trattamento riservato ai richiedenti asilo eritrei e etiopi, sul quale stiamo preparando un altro documento.

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA
FIRENZE AGOSTO 2008

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