sui fatti del 30 giugno solidarietà militante
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giovedì 02 luglio, 2009 18:11
by collettivo politico scienze politiche - collettivo politico scienze politiche
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Il Collettivo Politico di Scienze Politiche esprime piena solidarietà ai compagni del CPA colpiti da quelle forze repressive che, a Firenze, in Italia, come in Euskal Herria, creano teoremi giudiziari e palchetti mediatici da abbattere su chi come noi lotta ogni giorno contro chi specula e sfrutta.
Nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio nel quartiere di Gavinana a Firenze sud i Carabinieri hanno svolto un'operazione militare nei confronti di due compagni del CPA, uno dei quali di origine basca.
Verso 00.30 i due compagni, che si erano avviati verso le macchine dopo una birra in un bar, sono stati bloccati da diversi uomini in borghese che li hanno immobilizzati, perquisiti e minacciati con pistole puntate alla testa: "SE SI MUOVE SPARAGLI" ..... LA DICE LUNGA SUL CLIMA CHE SI RESPIRAVA. Subito dopo due volanti appostate poco distante sono sopraggiunte: da queste sono scesi due uomini armati di mitraglietta. I due compagni, uno dei quali ammanettato, sono stati condotti in caserma.
Il compagno basco è stato trattenuto perchè ritenuto un militante di ETA in possesso di documenti falsi, mentre la ricerca di armi eseguita sulla persona e nei veicoli ha dato esito negativo. L'altro è stato rilasciato dopo circa tre ore, senza nessun verbale.
La situazione si è risolta verso le 17.00 del giorno seguente dopo l'intervento di un avvocato e dopo accurati controlli sulle impronte digitali e prove salivari che hanno dimostrato l'estraneità del compagno ai fatti che gli venivano contestati...in due parole SCAMBIO di PERSONA come attestano anche i verbali.
Il Collettivo Politico di Scienze Politiche esprime piena solidarietà ai compagni del CPA colpiti da quelle forze repressive che, a Firenze, in Italia, come in Euskal Herria, creano teoremi giudiziari e palchetti mediatici da abbattere su chi come noi lotta ogni giorno contro chi specula e sfrutta.
Quando viene sbandierato il pericolo terrorismo, a noi non viene in mente un piccolo gruppo di criminali scagliati contro la democrazia, quanto il controllo, la tensione e la repressione che viviamo ogni giorno per il semplice fatto di resistere. Sono ancora fresche le ferite di Napoli, Firenze, Torino, Milano e soprattutto di Genova e di Bolzaneto, il terrore dipinto nei volti dei ragazzi e delle ragazze della Diaz, la furia cieca dei manganelli, dei calci dei fucili, i volti irriconoscibili dietro i caschi uguali. SONO LORO I VERI RESPONSABILI, SONO LORO I VERI TERRORISTI.
E noi sappiamo da che parte stare.
Collettivo Politco di Scienze Politiche