L'Assemblea permanente per le biblioteche ancora in azione
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giovedì 02 luglio, 2009 19:27
by Onda Pisana
Pisa - Ieri studenti, ricercatori precari e bibliotecari hanno contestato l'inaugurazione del nuovo giardino della biblioteca di storia, per il quale sono stati spesi quattrocentoventicinquemila euro.

E' stato letto un comunicato e tra gli ospiti dell'evento, soprattutto docenti, è nato un dibattito in cui molti si sono schierati dalla parte dei contestatori.
Questa e` l'ennesima tappa di un percorso iniziato mesi fa, quando il bilancio previsionale 2009 ha imposto un taglio di duecentocinquantamila euro al sistema bibliotecario, a cui si sono aggiunti i tagli delle singole facoltà in crisi, che implica la riduzione del servizio bibliotecario, il licenziamento di molti bibliotecari esternalizzati, il taglio agli abbonamenti per le riviste scientifiche, con conseguenze insanabili per la ricerca e la didattica.
Se però da una parte l'ateneo decide di tagliare indiscriminatamente sulle voci di spesa che riguardano le vere funzioni che l'università dovrebbe avere, dall'altra si continua a speculare in edilizia : ad oggi il mutuo contratto dall'ateneo con le banche per lavori di costruzione e ristrutturazione è di ottanta milioni di euro! Ma chi pagherà questo mutuo? Le intenzioni dell'ateneo sembrano chiare: scaricare la crisi su studenti e precari, con aumenti delle tasse e incarichi di insegnamento gratuiti ad assegnisti e dottorandi.
Ma le intenzioni di studenti e precari sono altrettanto chiare: a giugno l'onda ha bloccato l'aumento delle tasse per i fuori corso, e ogni giorno si denunciano gli sprechi e le vere spese da tagliare : cerimonie, indennità di carica, gettoni di presenza, edilizia selvaggia. Il percorso dell'assemblea per la salvaguardia delle biblioteche continuerà nei prossimi giorni, in vista della seduta del consiglio di amministrazione del 14 luglio, in cui si discuterà l'assestamento di bilancio e in cui si chiederà l'annullamento dei tagli alle biblioteche.
A seguire il testo del volantino:
425mila euro sarebbe già una bella cifra in tempi normali, ma in tempi di crisi e di tagli come quelli che stiamo vivendo nel nostro ateneo rischia di diventare uno scandalo. Quella che abbiamo sotto gli occhi è una rovente isola di cemento e (poca) erba che allontana invece che accogliere chi frequenta la biblioteca. Ben pochi infatti sono gli spazi d’ombra, ma soprattutto ancora meno sono le panchine e del tutto assenti i tavoli. Dove appoggeranno i loro libri i malcapitati studiosi? E, ancor di più, come si potrà mantenere in buono stato il giardino, visto che non sono previste risorse per la manutenzione?
La nostra contrarietà ad una spesa così ingente non è però motivata semplicemente dalla sua scarsa “razionalità” e dagli evidenti sprechi. Questa scelta a nostro parere grida vendetta proprio per il contesto nel quale è stata presa. Per il giardino, infatti, si spendono quattrocentoventicinquemila euro mentre il sistema bibliotecario viene decurtato di ben duecentocinquantamila euro. Contemporaneamente, la Facoltà interessata, Lettere e Filosofia, ha già deciso di azzerare il finanziamento alle biblioteche e di ridurre di trentamila euro la dotazione della biblioteca che ospita il nuovo giardino.
Meno soldi quindi peggior servizio, anche perché si taglierà sull’indispensabile contributo dei lavoratori delle cooperative, già pesantemente precarizzati (max 600 euro per 10 mesi su 12). Intanto, tornando all’ateneo, per una presunta mancanza di fondi si annuncia che si ricorrerà in maniera sistematica al lavoro gratuito, i surreali e indecenti contratti di docenza non retribuiti.
Di fronte a questa rapida carrellata di clamorose contraddizioni denunciamo ancora una volta che chi governa il nostro ateneo sta costruendo un’università sempre più fragile e sempre più lontana dalla sua vocazione di servizio pubblico di alta qualità. Dietro una sottile mano di vernice, fatta – come in questo caso – di costose e malriuscite operazioni d’immagine, si cerca di nascondere la cruda realtà: si sprecano soldi, viene prosciugata la linfa vitale della ricerca e della cultura universitaria (le biblioteche) e si indebolisce profondamente l’attività didattica, con le inevitabili dannose conseguenze per gli studenti. Pensiamo che questa tendenza si possa ancora invertire e chiediamo con forza che, per cominciare, l’ateneo torni sui suoi passi revocando i tagli e mettendo fuori legge qualunque forma di lavoro non retribuito.
Assemblea per la difesa delle biblioteche dell’Università di Pisa
2/7/2009
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