No della Corte di Strasburgo al crocefisso in classe
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martedì 03 novembre, 2009 17:54
by nè dio nè stato
La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
E' quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, esprimendosi sul ricorso presentato da una cittadina italiana di origine finlandese che, nel 2002, aveva chiesto all'istituto statale padovano "Vittorino da Feltre" di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.
A nulla, in precedenza, erano valsi i ricorsi della donna davanti ai tribunali in Italia.
Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, intimando anche al governo italiano un pagamento di 5mila euro a favore della donna per danni morali.
Immediata la levata di scudi delle forze politiche di matrice cattolica, che parlano di attacco alle tradizioni italiane di paganesimo trionfante. Il governo, per giunta, ha già annunciato che farà ricorso.
Appare paradossalmente più moderato il Vaticano, che prima di commentare attende di leggere la sentenza. In ogni caso, se la Corte accoglierà il ricorso del governo italiano, la questione verrà ridiscussa nella Grande Camera. Qualora il ricorso del governo non dovesse essere accolto, la sentenza emessa oggi diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il l'Italia dovrà prendere per non incorrere in ulteriori violazioni.
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